
Un ragazzino, stanco per un lungo viaggio, si sdraiò, sopraffatto dalla fatica, proprio sull'orlo di un pozzo profondo. Era a un passo dal cadere nell'acqua quando, si dice, apparve a lui la Signora Fortuna. Svegliandolo dal suo sonno, gli si rivolse con un tono gentile ma urgente:
"Ragazzino, per favore, svegliati! Se fossi caduto nel pozzo, la colpa sarebbe stata gettata su di me, e mi sarei guadagnata una cattiva reputazione tra i mortali. Vedi, le persone sono veloci ad attribuire le loro disgrazie a me, indipendentemente dal fatto che spesso si attirano tali calamità da sole attraverso la loro stoltezza."
Si fermò per un momento, lasciando che le sue parole penetrassero, poi aggiunse: "Ricorda, ognuno di noi è più o meno il padrone del proprio destino."
La morale della storia è che gli individui sono spesso responsabili delle proprie disgrazie, piuttosto che incolpare forze esterne come la fortuna o il destino.
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Domani sera: La Volpe e la Gru.