
Il giorno in cui il tiranno si sposò, i suoi sudditi celebrarono con grande fervore. Banchettarono e bevvero da brocche di vino, gioendo nelle festività. Tuttavia, solo Esopo sembrava comprendere la verità sottostante: avevano ben poco motivo di essere esultanti.
"Questo Sole," avvertì, "ha piani che vanno oltre il semplice raggiungimento del letto nuziale."
Improvvisamente, un grido si levò dalle rane in tutti gli stagni, le loro voci echeggiavano il loro disagio. "Cosa faremo se avrà figli?" si lamentarono con le Parche. "Un Sole possiamo a malapena tollerarlo! Se dovremo sopportarne una mezza dozzina, prosciugherà il mare e tutti i suoi abitanti. Addio ai giunchi e alle paludi; la nostra razza sarà distrutta. Presto il nostro destino sarà segnato. Nuoteremo nelle acque dello Stige."
Per un povero animale ignorante, la Rana, credo, ragiona abbastanza bene.
La morale della storia è che anche esseri apparentemente insignificanti possono avere preoccupazioni valide riguardo alle conseguenze del potere e al suo potenziale impatto sulla loro esistenza.
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Domani sera: La Volpe e la Gru.