Una favola di Ambrose Bierce
Satira per lettori più grandi

Un governatore in visita a un carcere statale fu implorato da un detenuto di concedergli la grazia.
"Per cosa sei qui?" chiese il governatore, curioso della situazione dell'uomo.
"Ricoprivo un'alta carica," rispose umilmente il detenuto, "e vendevo incarichi subordinati."
"Allora mi rifiuto di intervenire," disse il governatore con tono aspro. "Un uomo che abusa della sua carica per servire interessi privati e ottenere vantaggi personali non è adatto a essere libero."
Mentre il detenuto si allontanava, il governatore si rivolse al direttore e aggiunse: "A proposito, signor Direttore, nel nominarla per questa posizione, mi è stato fatto credere che i suoi amici potessero consolidare la delegazione della contea di Shikane per la prossima convenzione statale in sostegno dell'attuale amministrazione. Ero correttamente informato?"
"Lo era, signore," confermò il direttore.
"Molto bene, allora," disse il governatore, preparandosi a partire. "Le auguro una buona giornata. Sia così gentile da nominare mio nipote come Cappellano Notturno e Ricordatore di Madri e Sorelle."
La storia mette in luce l'ipocrisia di chi detiene il potere, illustrando come spesso condannino la corruzione negli altri mentre si impegnano in pratiche altrettanto poco etiche.
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