Una favola di Ambrose Bierce
Satira per lettori più grandi

Giove ordinò a tutti gli uccelli di presentarsi davanti a lui affinché potesse scegliere il più bello tra loro come loro re. Tra la folla c'era una brutta taccola, che aveva raccolto tutte le belle piume cadute dagli altri uccelli. Attaccò questi vivaci piumaggi al proprio corpo e si presentò all'esame, apparendo piuttosto splendida.
Tuttavia, gli altri uccelli riconobbero rapidamente le loro piume prestate e protestarono indignati contro l'inganno della taccola. Cominciarono a spogliarla delle piume che non le appartenevano, desiderosi di ripristinare la loro giusta bellezza.
"Fermi!" esclamò Giove, alzando la voce per fermare il caos. "Questo uccello autoproclamato possiede più senso di qualsiasi altro di voi. Sarà il vostro re."
Con questo decreto, la taccola, nonostante la mancanza di bellezza naturale, fu incoronata sovrana degli uccelli, dimostrando che a volte l'intelligenza e l'astuzia possono superare la mera apparenza.
La morale della storia è che le apparenze possono essere ingannevoli, e il vero valore si trova spesso nell'astuzia piuttosto che nella bellezza.
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Domani sera: La Volpe e la Gru.